(1) Origine della campagna

2015, Dic 12 | Azioni, Eventi, Notizie

La Campagna di comunicazione sociale #HomelessZero, viene annunciata ufficialmente il 10 dicembre scorso a Roma presso la sede del CNEL, in occasione della presentazione dei dati del Follow up – Indagine Nazionale sui Senza Dimora e delle Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta in Italia.

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Il Follow up dell’Indagine Nazionale sulle condizioni delle Persone Senza Dimora è stata condotta da fio.PSD nel corso del 2014, in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat e Caritas Italiana. Oltre 1.000 volontari vicini alla fio.PSD hanno intervistato 5.000 persone nei 158 comuni italiani oggetto dell’indagine nazionale.

In parallelo, la prima Indagine Nazionale sulle Unità di Strada ha permesso di mappare la presenza di 229 UdS che offrono servizi di supporto relazionale e assistenza.

Dalle prime elaborazioni si registra che sono oltre 55 mila le persone senza dimora che vivono in Italia. Più della metà vive al Nord, dove l’offerta dei servizi è maggiore, il 25% vive al Centro e solo il 20% nel Mezzogiorno, dove tuttavia le presenze aumentano del 2%.

Sono stranieri (60%), italiani (40%), donne (15%), con un’età media di 45 anni. Vivono soli nel 70% dei casi e frequentano sempre più regolarmente strutture mensa e dormitorio.

Diminuiscono i servizi a causa di un alto turn over ma aumentano del 15% le prestazioni erogate rispetto al 2011: circa 900 mila pranzi, cene, posti letto erogati in un mese.

Chi è povero è sempre più povero: la stessa persona frequenta 5 volte alla settimana gli stessi servizi per mangiare e 3 volte a settimana gli stessi dormitori per dormire; e vive in strada da oltre quattro anni: sono circa 30.000 le persone senza dimora croniche (1.000 poveri all’anno in più che si aggiungono ai marginali di sempre).

Le fratture relazionali (separazioni e divorzi), un lavoro instabile, poco sicuro e mal retribuito, e la mancanza di qualsiasi reddito sono tra i principali fattori della homelessness oggi in Italia.

E poi ci sono le persone che non si rivolgono ai servizi e vengono avvicinati solo dagli operatori e dai volontari del Gruppo delle Unità di Strada coordinato da fio.PSD: si stima che siano 5.000 e che vivano SeDuTi, senza dimora, senza tetto e senza prestazioni, nelle strade, nelle baracche, nelle panchine delle nostre grandi città.

Le Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta in Italia, a cura della fio.PSD, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e delle 12 Città Metropolitane, sottoscritte nel novembre 2015 in Conferenza Unificata Stato Regioni, possono essere considerate la nuova cassetta degli attrezzi per chi sui territori eroga servizi di contrasto alla povertà.

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Viene descritto il fenomeno dell’homlessness, chi sono le persone in povertà estrema, quali sono le azioni più efficaci per contrastare la povertà e l’assenza di una casa; è affrontato il tema dei servizi essenziali, cosiddetti “salvavita” (mense, dormitori), si parla di come incontrare le persone che nei servizi non arrivano con il prezioso lavoro delle Unità di Strada, si affronta il complesso tema della residenza, ma soprattutto si evidenzia come le azioni più efficaci siano quelle che permettono alle persone di uscire dalla condizione di “senza dimora”, come l’innovativo Housing First.

“Rimettere la persona al centro degli interventi, restituire un volto e una voce, dare dignità dell’essere cittadino, titolare di diritti come l’accesso ad una abitazione sicura, accendere nelle persone la speranza di non dover vivere per strada: questo vogliamo raggiungere con il nostro agire a fianco dei più poveri – dichiara Cristina Avonto presidente della fio.PSD -. I dati sul fenomeno, le Linee di Indirizzo, il Piano Nazionale di Lotta alla Povertà, il Network Housing First Italia sono tutti strumenti al servizio di chi ogni giorno combatte la povertà”.

Le Linee di Indirizzo rappresentano il primo documento ufficiale di programmazione nel settore della grave marginalità che Governo, Regioni ed Enti Locali sono chiamati a seguire per investire fondi pubblici in servizi e strategie abitative innovative, in quello che si delinea come il Primo Piano Nazionale di Lotta alla Povertà, che per la prima volta disegna un progettualità specifica nello stanziamento delle risorse, affinché le proposte progettuali possano essere finanziate nei prossimi anni a valere sul PON inclusione e sul Programma relativo al Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), oltre che nella programmazione Regionale dei FSE e FESR.

Al riguardo, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti ha concluso dichiarando: “Con l’accordo sancito in Conferenza Unificata si aggiunge un altro importante tassello al Piano Nazionale per il contrasto della povertà per coloro che vivono in povertà estrema e senza dimora. La grave marginalità adulta è un fenomeno sociale complesso, che richiede interventi su più fronti e l’integrazione di professionalità specifiche. È determinante in questo senso il potenziamento della rete dei servizi, la collaborazione con il terzo settore e la sperimentazione di modelli innovativi di intervento”.

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